Assegni familiari, limiti di reddito rivalutati dell’1,5%

Stando a quanto rende noto l’Inps con la sua circolare n. 229/2016, sono stati rivalutati dell’1,5 per cento i limiti di reddito per gli assegni familiari ai lavoratori autonomi. I nuovi limiti, che sono in vigore dal 1 gennaio 2017, risultano essere validi sia ai fini del diritto che della cessazione o riduzione dell’erogazione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione.

Più nel dettaglio, i nuovi valori annunciati dall’Inps con la circolare sopra accennata trovano applicazione per i soggetti esclusi dalla disciplina sull’assegno per il nucleo familiare (lavoratori dipendenti), cioè nei confronti di coltivatori diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti e dei pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi (nei confronti dei quali continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione).

In particolare, proprio nei confronti di tali soggetti, la cessazione del diritto alla corresponsione dei trattamenti di famiglia, per effetto delle vigenti norme in materia di reddito familiare, non comporta la cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi – ricorda il quotidiano Italia Oggi.

Per quanto infine riguarda gli importi delle prestazioni, il livello è pari a 8,18 euro mensili nei confronti di coltivatori diretti, coloni, mezzadri per i figli ed equiparati; pari a 10,21 euro mensili nei confronti dei pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti per il coniuge e i figli ed equiparati; pari a 1,21 euro mensili nei confronti dei piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati.

Ricordiamo in tal proposito che i limiti di reddito familiare sono oggetto di rivalutazione ogni anno, sulla base del tasso d’inflazione programmato, con arrotondamento ai centesimi di euro. In merito, stando alle precisazioni che sono state fornite dai competenti ministeri, la misura del tasso d’inflazione programmato per il 2016 è stata pari al 1,5 per cento. A tale tasso sono poi stati aggiornati i limiti da applicare nel 2017. Con specifico riferimento all’importo mensile del trattamento minimo Inps (pari a euro 501,89 mensili), i limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto agli assegni familiari risultano fissati in 706,82 euro per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio od equiparato o in 1.236,94 euro per due genitori ed equiparati.

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