Elezioni presidenziali USA, i mercati tifano per Clinton

L’attesa per le elezioni presidenziali USA sta dominando gli ultimi giorni sui mercati finanziari e, in essi, anche sul mercato dei cambi. Appare evidente dai movimenti più recenti (e anche da quelli in tempi meno sospetti) come gli operatori preferiscano una vittoria della Clinton, percepita come garanzia di una maggiore stabilità agli occhi dei mercati, rispetto a quel che potrebbe avvenire con la vittoria di Donald Trump. Stamane intanto il premier giapponese Abe ha chiesto al vice Ministro delle Finanze Asakawa di monitorare attentamente il mercato valutario a ridosso delle elezioni Presidenziali: un chiaro segnale di come il Governo giapponese tema una vittoria di Trump che possa innervosire i mercati e spingere gli investitori verso lo yen, inteso come valuta rifugio, provocandone un eccessivo e scongiurabile apprezzamento.

Sul fronte delle materie prime, oltre al peso dell’attesa elettorale pesa anche il negativo dato sulla bilancia commerciale cinese che indica debolezza sia per l’export che per l’import del gigante asiatico. Ancora una volta viene sottolineato il momento di rallentamento del ciclo cinese. Quotazioni poco variate per il petrolio, in un clima di attesa per il verdetto delle Presidenziali USA. Quest’oggi, a frenare i prezzi, oltre ai dubbi sulla realizzabilità di un taglio della produzione per ridurre l’eccesso di offerta, da parte dell’OPEC, pesano le deboli importazioni di greggio da parte della Cina nel mese di ottobre.

Per quanto attiene i mercati azionari, la sessione pre-elettorale è stata chiusa in rialzo per Wall Street: l’indice Dow Jones ha chiuso con un progresso del 2,07 per cento a 18.258 punti. Il Nasdaq segna un aumento 2,37 per cento a 5.166 punti mentre l’S&P 500 del 2,22 per cento a 2.131 punti. A spingere i listini la conferma di una non incriminazione, da parte dell’FBI, per la candidata Clinton: una buona notizia non solo per i democratici, quanto anche per i mercati più timorosi nei confronti di un contesto di crescente avversione al rischio. L’indice Nikkei della borsa giapponese ha chiuso la seduta praticamente piatto a 17.171 punti dopo una fase di volatilità che conferma come gli investitori abbiano preferito restare ai margini in vista delle elezioni presidenziali statunitensi. Preoccupa gli operatori anche l’indiscrezione secondo cui il Governo giapponese guardi con attenzioni a possibili ed indesiderati movimenti di apprezzamento dello yen.

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