Forex, Fed impegnata a trovare il giusto ritmo sui tassi

Dopo otto anni di politica monetaria straordinaria, il 2017 dovrebbe rappresentare un periodo di utile ritorno alla normalità per la Federal Reserve (e non solo). Quanto possa essere poi semplice trovare il ritmo del consolidamento di tale fase di “normalizzazione” sarà tutto da verificare, ma i presupposti sembrano essere tiepidamente incoraggianti per l’istituto federale, con l’economia vicina al pieno impiego e con l’inflazione vicina al 2 per cento, come da target della Fed: in queste circostanze, in passato, i rialzi dei tassi della Fed, mirati a raffreddare il surriscaldamento economico e finanziario, hanno sempre svolto un importante ruolo di contribuzione per la fine dei cicli con una recessione.

Riteniamo però che nel 2017 la Fed agirà con grandissima cautela: la ripresa economica in atto non è certo recente, e il comitato di politica monetaria dovrebbe essere sufficientemente attento a non deprimerla con eccessi di restrizione. Anche in questa fase, pertanto, il FOMC continuerà a rimanere straordinariamente cauto.

Logico, dunque, ritenere che la Fed concentrerà la propria attenzione sul verificare la presenza di quegli elementi determinanti per il ritmo degli aumenti dei fed funds, la cui natura è prevalentemente “esterna”: da un lato bisognerà infatti verificare il trend della partecipazione alla forza lavoro (e quindi della disoccupazione) mentre dall’altro bisognerà valutare le mosse di politica fiscale da parte della nuova amministrazione guidata da Donald Trump. Su entrambi i fronti, il FOMC non sarà affatto affrettato nel porre in essere le proprie scelte, preferendo aspettare il consolidarsi delle informazioni, ma confermando pur sempre la volontà di lanciare “alcuni” rialzi nel 2017.

Allo stato attuale delle cose, è piuttosto probabile che la Fed manterrà i tassi invariati fino alla riunione di marzo (compresa) in attesa di avere maggiori informazioni riguardo alle politiche della nuova amministrazione. Nella riunione di marzo il Comitato discuterà comunque dei tempi e dei modi di un futuro cambiamento della politica di reinvestimento di cedole e scadenze, che potrebbe essere attuato dal 2018. Un tapering dei riacquisti potrebbe eliminare lo stimolo con effetti più limitati sul dollaro rispetto ai rialzi dei tassi a breve.

Vedremo dunque che cosa accadrà nel corso delle prossime settimane, con le dichiarazioni dei membri Fed che saranno molto importanti per anticipare le previsioni su quello che il Comitato di politica monetaria andrà a deliberare nel corso della seconda riunione dell’anno della Fed.

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