Spese universitarie, fino al 21/3 c’è tempo per non farle inserire in 730 precompilato

C’è anche qualche giorno di tempo – ci sarà fino al prossimo 21 marzo 2016 – per poter dire no all’inserimento delle spese universitarie nel 730 precompilato. Pertanto, gli studenti che non intendono vedere incluse le rette nella dichiarazione dei familiari di cui risultano a carico, possono farlo esprimendo apposita comunicazione mediante un documento inviato per via telematica all’Agenzia delle entrate.

La richiesta di opposizione di comunicazione dei dati in 730 precompilato dovrà essere corredata dal documento di identità, e dovrà essere necessariamente inviata per e-mail all’indirizzo opposizioneutilizzospeseuniversitarie@agenziaentrate.it oppure via fax al numero 06/50762273, per chi preferisse un invio cartaceo.

Ricordiamo infatti che a partire dal 2016, nell’ottica di rendere più completo e inclusivo possibile il 730 precompilato, e ridurre quindi le integrazioni che i contribuenti dovranno manualmente effettuare, è stato introdotto l’obbligo per le università pubbliche e private di trasmettere al fisco i dati relativi alle spese sostenute nel 2015 per la frequenza di corsi di istruzione universitaria con riferimento a ciascuno studente.

Tutte le informazioni inviate dagli istituti universitari all’Agenzia delle Entrate verranno effettuate attraverso i servizi telematici dell’Agenzia (Entratel o Fisconline) e dovranno riportare gli oneri rimasti a carico dei contribuenti al netto dei relativi rimborsi e contributi. In una sezione separata, invece, dovranno essere indicati i rimborsi erogati nell’anno d’imposta ma riferiti a spese sostenute in anni d’imposta precedenti.

Per quanto concerne la tempistica, l’invio dei dati da parte degli istituti universitari va effettuato entro il 28 febbraio di ogni anno. Chi poi – come nell’ipotesi del nostro odierno approfondimento – volesse esercitare la propria opposizione all’inserimento delle spese universitarie nella dichiarazione precompilata a regime dovrà farlo entro il 21 marzo 2016. Ricordiamo tuttavia che si tratta di un’eccezione riservata alla prima applicazione della novità (anno 2015): dal prossimo anno, dunque, chi vuole opporsi avrà tempo proprio fino al 28 febbraio.

Ricordiamo infine che non saranno comunque oggetto di comunicazione le spese sostenute per conto dello studente da parte di enti, società, imprese o comunque da soggetti diversi dai propri familiari, poiché tali somme, ancorchè versate per la frequenza di corsi universitari, non possono costituire oneri detraibili.

Per maggiori informazioni vi invitiamo naturalmente a consultare il sito internet dell’Agenzia delle Entrate, o prendere contatti diretti con gli uffici pertinenti per territorio, appartenenti alla rete della stessa Agenzia.

Leave a Comment

Your email address will not be published.