Valeriana, come ottenere il meglio da questa pianta!

La valeriana, spesso chiamata anche con i nomi di songino, gallinella o valerianella, non deve essere confusa con la pianta officinale che viene spesso denominata nello stesso modo. Si tratta invece di una pianta utilizzabile in tanti modi in ambito culinario e che, ideale per il proprio orto autunnale sul terrazzo, può essere un elemento prezioso per la salute, sia in versione cruda che cotta.

La valeriana è comunemente acquistabile nei supermercati e nei negozi di frutta e verdura. Si può trovare nelle buste, direttamente pronta all’uso, oppure sfusa. In questo secondo caso, ricordate che è bene scegliere cespi che siano belli dritti, con le foglie tese, croccanti e tenere. Il colore deve essere sempre brillante, senza parti scure o appassite. Una volta che il prodotto viene acquistato, si può conservare in frigorifero per massimo 3 giorni, all’interno di un sacchetto di plastica forata.

Detto ciò può essere utile ricordare quali siano i benefici della valeriana, che oltre ad essere un’insalata dal sapore dolce e delicato, può apportare al nostro organismo buone dosi di vitamina C, ferro e potassio. Di contro, non essendo molto ricca di fibre, questa verdura, cruda, è facilmente digeribile, e meno può aiutare lo svuotamento dello stomaco, divenendo un’arma fondamentale se si soffre di gastrite e di reflusso. Ricordiamo ancora che non si tratta di una pianta lassativa, ma – anzi – di una verdura cruda che si può consumare anche in situazioni di maggiore delicatezza, come quando avviene a margine di un’infezione intestinale con dissenteria.

Non solo: oltre che crudo il songino (valeriana) si presta anche a essere consumato cotto, da solo o come ingrediente di minestroni, frittate, zuppe. La fase di cottura può favorire l’azione leggermente ansiolitica, tranquillante e ipnoinducente che la valeriana ha in comune con l’omonima pianta officinale. Dunque, se l’indomani siete attesi da un esame o da un evento importante, e avete paura che il vostro sonno possa essere turbato, si può puntare con serenità su questa insalata, che può altresì essere abbinata idealmente con i carboidrati, naturalmente sedativi, che stimolano la liberazione di serotonina.

Come sempre, prima di modificare la dieta andando a preferire l’uno o l’altro alimento, il nostro consiglio è quello di procedere alla consultazione del vostro medico e dietologo di riferimento, che potrà supportarvi in questo processo o – di contro – indicarvi la “retta via” per poter raggiungere una situazione di migliore benessere.

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